Partire Tutte le idee

La tua idea, oggi, costa un terzo di cinque anni fa

Il preventivo da centomila euro che ti ha fermato nel 2021 oggi probabilmente non esiste più.

Nel 2021 hai chiesto quanto costava. Ti hanno detto una cifra a sei zeri e hai chiuso il discorso. Da allora quell’idea è rimasta in una nota sul telefono e ogni tanto la riapri.

Vale la pena riaprirla davvero, perché il conto è cambiato. Non del 10%: di parecchio. E non per magia, per tre motivi molto concreti.

Metà del software che ti serve è già stato scritto da qualcun altro

Cinque anni fa, se il tuo gestionale doveva far entrare le persone con una password, qualcuno scriveva quel pezzo da zero. Password dimenticata, cambio password, blocco dopo dieci tentativi sbagliati, doppia verifica. Due settimane di lavoro per una cosa che non è il tuo mestiere e che nessun cliente ti pagherà mai.

Oggi quel pezzo si prende già fatto e si collega in un giorno. Vale per un elenco lungo di cose:

  • far entrare le persone in modo sicuro e gestire chi vede cosa;
  • incassare con carta o bonifico e ricevere i soldi;
  • emettere fatture elettroniche e mandarle allo SDI;
  • spedire email che arrivano davvero e non finiscono nello spam;
  • caricare e conservare documenti e foto;
  • mandare notifiche e messaggi;
  • vedere cosa succede quando qualcosa si rompe.

Sono tutte cose che prima erano progetto e oggi sono un pezzo di ricambio. Restano da pagare, con un abbonamento mensile spesso di poche decine di euro, ma non sono più giornate di sviluppo.

Il risultato pratico: nel preventivo di un gestionale la quota di lavoro che serviva a costruire l’ovvio si è ridotta parecchio, e quello che resta è il pezzo che riguarda te.

I server non si comprano più

Prima di far vedere il software al primo cliente serviva una macchina. La compravi, o la affittavi a canone fisso, e la pagavi tutto l’anno anche nei mesi in cui non la usava nessuno. Più qualcuno che la aggiornasse.

Oggi si paga a consumo. Un’applicazione usata da otto persone in ufficio costa, di infrastruttura, cifre da bolletta del telefono. E se il progetto non funziona, spegni e smetti di pagare il mese dopo.

Questo cambia una cosa più importante del prezzo: cambia quanto ti costa provare. Quando accendere costava tremila euro di ferro, dovevi essere sicuro prima. Adesso puoi permetterti di scoprire strada facendo.

Sì, l’AI ha accelerato la scrittura del codice. Ma non è la parte che costava

Va detto senza entusiasmo, perché in giro se ne sente parecchio di entusiasmo.

Gli strumenti di oggi fanno scrivere codice più in fretta. Il pezzo meccanico, ripetitivo, quello che sta in mezzo fra «ho capito cosa serve» e «funziona», si fa in meno tempo di prima. Su un gestionale medio è tempo vero, e si vede nel preventivo.

Quello che non è cambiato di un minuto è il resto: capire cosa deve fare il software, per chi, e cosa succede nei casi storti. Quale campo è obbligatorio. Cosa deve vedere il magazziniere e cosa no. Cosa succede se il cliente annulla l’ordine dopo che è già partito.

Nessuno strumento risponde a queste domande al posto tuo, perché le risposte stanno nella tua azienda, non su internet. Se accelerare la scrittura ti fa costruire più in fretta la cosa sbagliata, hai solo sbagliato prima.

Detto in modo brutale: il codice è diventato più economico, la comprensione no. Ed è il motivo per cui, se guardi come è composto un preventivo onesto oggi, la quota di analisi pesa in proporzione più di prima. Non perché sia aumentata: perché è rimasta ferma mentre tutto il resto scendeva.

Tre cose che non sono scese di prezzo di un euro

Se ti racconto solo la parte in discesa ti faccio un torto, perché poi il preventivo ti sembra strano.

Mettere in ordine i dati che hai già. Otto anni di anagrafiche sparse fra due file e un gestionale vecchio vanno ripuliti a mano da qualcuno che sa quale delle due righe è quella giusta. Non esiste nessuno strumento che decida al posto tuo se il cliente «Rossi srl» e il cliente «ROSSI S.R.L.» sono la stessa azienda.

Far cambiare abitudine alle persone. Il software nuovo è pronto in aprile, ma la squadra ci entra davvero a giugno. Quelle settimane sono un costo, anche se non sono in fattura.

Decidere. Ogni volta che una domanda torna indietro senza risposta, il progetto si ferma. È la voce di costo più cara di tutte e la paghi in tempo, non in euro.

Cosa vuol dire in euro

Non ti diamo una percentuale precisa, sarebbe un numero inventato. Ti diamo gli ordini di grandezza che usiamo per lavorare.

Cosa vuoi fareFascia oggi
Collegare due sistemi che già hai4.000 – 20.000 €
Sostituire il file condiviso con un gestionale vero8.000 – 40.000 €
Un’applicazione web che usano anche i tuoi clienti10.000 – 35.000 €
Vendere online con listini e varianti tue5.000 – 30.000 €
Un’app che la gente si installa sul telefono15.000 – 60.000 €

Le fasce complete stanno in homepage. Guarda l’estremo basso, non quello alto: la fascia bassa è la prima versione di un progetto tagliato bene, e nella maggior parte dei casi è lì che si comincia.

Un avvertimento sulla lettura delle fasce: sono intervalli larghi apposta. Lo stesso e-commerce può stare a 6.000 o a 28.000 a seconda di quanti listini diversi hai e di cosa deve dire al gestionale. Non usarle per decidere, usale per capire se sei nel campo giusto o fuori di un ordine di grandezza.

Il punto è che «servono centomila euro» oggi, per la stragrande maggioranza delle idee di una piccola azienda italiana, non è più vero. Quella stessa idea, ridotta alla parte che serve davvero, sta spesso fra i dodici e i ventimila. È una cifra che si decide in una riunione, non un investimento che ti tiene sveglio.

Se vuoi capire da cosa dipende esattamente il tuo numero, l’abbiamo scomposto voce per voce in quanto costa un software su misura.

L’unico modo di sapere quanto costa la tua è chiederlo

Le fasce sono fasce. La tua idea sta in un punto preciso dentro una di quelle, e quel punto dipende da cose che sai solo tu: quante persone lo useranno, con cosa deve parlare, quanti dati vecchi ci sono da portare dentro.

Chiederlo costa poco. Un vocale di due minuti su WhatsApp in cui racconti il problema come lo racconteresti a un collega al bar, e in giornata ricevi tre domande e una stima di massima. Gratis, e senza che tu debba aver già capito tutto: le tre domande servono proprio a quello.

E se la risposta è che sotto i 3.000 euro non ha senso, te lo diciamo con due nomi alternativi invece di venderti qualcosa. Succede, e più spesso di quanto immagini: certe idee oggi si fanno con due strumenti già esistenti collegati bene, e chiamarle software su misura sarebbe farti spendere di più per avere di meno.

Non c’è nessuna promessa qui sopra sul fatto che la tua idea funzionerà. Le idee falliscono, anche quelle buone, anche quando il software è fatto bene. Se vuoi ridurre quello che rischi, il modo è costruire la versione più piccola per cui qualcuno pagherebbe e scoprire presto se avevi ragione.

Quello che è cambiato non è la probabilità di avere ragione. È il prezzo del biglietto per scoprirlo. Cinque anni fa quel biglietto era un mutuo, oggi è una decisione. Vale la pena riaprire la nota sul telefono e rifare il conto con i numeri di adesso.